L’importanza di una tazzina di caffè…

ma anche una bibita alla cola può andare bene. :D

In questi ultimi mesi sono stato “latitante” per vari motivi, ma non ho mai smesso di controllare l’evolversi della comunità di Ubuntu ed il pianeta “Linux” in generale e sono giunto ad una conclusione banale e da un certo punto di vista sconvolgente:

La gente conosce Linux ed in particolare Ubuntu.

Ok, a questo punto alcuni di voi staranno già componendo il 118 per farmi rinchiudere in qualche centro per malati mentali ma credetemi, mai come in questo momento sono estremamente serio.

Tralasciando software quale Firefox, OpenOffice e The Gimp ormai comunemente utilizzati anche su sistemi Microsoft, ovunque vedo gente che usa Ubuntu, che conosce Ubuntu, che in questo preciso istante sta installando Ubuntu e tutto con estrema naturalezza e semplicità.

Questo mi ha portato a rileggere la struttura della comunità di cui faccio parte per cercare di capire se il supporto che diamo agli utenti è sufficiente, scarso, inutile.

L’impegno ed il lavoro che svolgono i singoli componenti delle varie sezioni (forum, wiki, promozione, documentazione, traduzione ecc..ecc.) è perfetto come al solito ma quello che manca è una tazzina di caffè; un tavolo con 4 sedie dove potersi confrontare in maniera serena senza paura di esprimere le proprie idee è quello che manca in questo mondo di tastiere e monitor dove un semplice “smile” non può dare il senso di una frase.

Le riunioni (meeting) svolte negli ultimi tempi hanno sempre avuto un pregio: la cena, è lì che tra una pizza ed un bicchiere di vino nascono le idee migliori e si capisce dove ci si può migliorare.

Tutti noi, nel nostro piccolo, abbiamo contribuito a cambiare molti punti di vista: alcuni ci additavano come folli, altri come paranoici e c’era chi pensava a Linux solo come ad un fenomeno di costume.

Bene, tutte queste “cassandre” sono state puntualmente smentite ma ora tocca a Noi prendere in mano la situazione e girare pagina.

Non serve più far conoscere Linux o Ubuntu, serve professionalità e qualità per garantire all’utente il supporto a 360°.

Documentazioni o guide inerenti il passato debbono essere archiviate come semplice ricordo di quello che la comunità ha percorso per arrivare al punto in cui siamo oggi, ma non servono più.

Non servono più guerre di religione fra KDE o GNOME perchè agli utenti non importa.

Serve chiarezza e non tecnicismo, non dilunghiamoci in assurde guerre sull’uso del terminale o sul fatto che Ubuntu o altre distro non fanno capire all’utente che sta succedendo.

Volevamo che la gente usasse Linux… ora siamo preoccupati che lo usano in troppi.

Volevamo le cose semplici ed autoconfiguranti… ora siamo preoccupati che Ubuntu vede tutto e si adegua senza mostrare nulla.

Ci lamentavamo che Linux non era “facile” e “supportato” come Windows… ora che lo è vorremmo ritornare alla compilazione del Kernel e ci guardiamo attorno alla ricerca di distribuzioni complesse, macchinose e devastanti.

Dobbiamo girare pagina e renderci conto che molto è cambiato ed il supporto che andava bene 5 anni fa’ ora è superato, i problemi sono di natura diversa e quando ci sono diventano complessi.

Troviamoci insieme a sorseggiare una tazzina di caffè, siamo ancora in tempo per capire come dovrà essere il futuro della comunità.

Non abbiamo avuto paura ad usare Linux/Ubuntu 5 anni fa’ e non dobbiamo aver paura di cambiare nemmeno ora.

24 Responses to “L’importanza di una tazzina di caffè…”

  1. Ci mancavano i tuoi sermoni “pataccone”… che dire: BENTORNATO!!!

    Concordo sulla valutazione, non so però quanto sarà facile trovare e soprattutto attuare le soluzioni giuste, però proviamoci!

    P.S. Io però voglio un cioccolato caldo coi biscotti :-P

  2. La domanda è la seguente… dove ci troviamo per questa tazzina di caffè (o cioccolata per coloro che soffrono di insonnia) ?

  3. Mai parole furono più veritiere!

    @Volans: non c’è provare in questo caso, c’è solo “fare” ;)

  4. [...] —Fabio Colinelli, aka Pixel [...]

  5. Ci lamentavamo che Linux non era “facile” e “supportato” come Windows… ora che lo è vorremmo ritornare alla compilazione del Kernel e ci guardiamo attorno alla ricerca di distribuzioni complesse, macchinose e devastanti.

    Dobbiamo girare pagina e renderci conto che molto è cambiato ed il supporto che andava bene 5 anni fa’ ora è superato, i problemi sono di natura diversa e quando ci sono diventano complessi.

    Fantastico, in due frasi hai riassunto i problemi della comunità GNU/Linux oggi

  6. La lucidità del tuo ragionamento è impressionante e - ovviamente - condivisibile al 100%

    A me corretto al sambuca!

  7. Pixel bentornato!
    Hai ragione al 100%, il problema è trovarsi (come abbiamo visto con l’esperienza degli ubuntu-it meeting!).

    Anche per il trovarsi dobbiamo trovare strade nuove, perché siamo così sparsi per tutta Italia (e non solo) che è quasi impossibile esserci tutti. Magari bisognerebbe organizziamo una video conferenza tra varie zone, come proposto da xdatap1…

    ciao, D

  8. forse il passo successivo potrebbe essere la migrazione a una distribuzione completamente libera.

  9. Ottimo post Pixel.
    Che bello rivederti!
    Noi umanisti del software libero siamo sempre troppo pochi !

  10. Sabato, in fiera, ci hai fatto una bella sorpresa. E’ stato molto simpatico rivederti dopo tanto tempo (se non ricordo male, l’ultima volta è stato per il nostro kick off).
    Sul post, che dire? Hai fatto centro!
    Ciao, alle prossime!

  11. Io, come al solito, vado un po contro corrente! :D

    Volevamo le cose semplici ed autoconfiguranti… ora siamo preoccupati che Ubuntu vede tutto e si adegua senza mostrare nulla.

    Quando il sistema diventa “semplice” e fa tutto da se, si perde il contatto con il “core” e sul suo funzionamento. Per fare un paragone… è come quando a scuola ti insegnano ad usare la calcolatrice, non sarai più in grado di fare le divisioni da solo…

    Ci lamentavamo che Linux non era “facile” e “supportato” come Windows… ora che lo è vorremmo ritornare alla compilazione del Kernel e ci guardiamo attorno alla ricerca di distribuzioni complesse, macchinose e devastanti.

    Le sfide tengono il cervello occupato e predisposto ad imparare nuovi nozioni, altrimenti sarebbe una noia totale! :D

    Dobbiamo girare pagina e renderci conto che molto è cambiato ed il supporto che andava bene 5 anni fa’ ora è superato, i problemi sono di natura diversa e quando ci sono diventano complessi.

    Forse qui posso darti ragione, principalmente è cambiata l’utenza, Ubuntu come GNU/Linux si sta adeguando a questo cambiamento (principalmente sono automatismi) il supporto un po meno…
    Ma non si può abbandonare il passato (es. terminale) altrimenti si perdono le “basi” per poter continuare, e ci si blocca poi per problemi che pochi anni fa erano “facilmente” comprensibili e risolvibili…

    Un abbraccio circolare!

    Salumi & Caci
    paper0k

  12. Ringrazio tutti per i commenti.

    Una sola precisazione per Marco “paper0K” Bollero:
    come in tutte le cose è necessario distinguere “l’utenza quotidiana” dagli “addetti al settore”; come tecnico posso essere interessato al funzionamento di un motore a scoppio, come utente mi basta sapere come guidare un’automobile.

    Mi spiego meglio, se è vero che il business economico di un sistema GNU/Linux non si basa sulla vendita di un prodotto ma sull’assistenza al prodotto stesso e la sua relativa personalizzazione su richiesta diventa fondamentale fare una scissione fra le due cose.
    Nessuno vieta di curiosare o manipolare il codice ma questo non deve essere la partenza per far recepire un prodotto o una filosofia, altrimenti si cade in un circolo vizioso.
    Sabato ho fatto un giro all’EXPO Elettronica di Cesena, a parte le solite cianfrusaglie elettroniche ho potuto vedere all’opera un LUG della zona: “UIELINUX”; la differenza sostanziale con i soliti LUG è il modo in cui questi ragazzi comunicano con il pubblico.
    Nessuno piegato sulla tastiera a manipolare file di configurazione e nessun capannello di persone che parlano di quali mistiche pozioni per ottimizzare di qualche nanosecondo il boot, ma gente entusiasta che cerca in maniera chiara, semplice ed esaustiva di mostrare un prodotto nella suo utilizzo quotidiano.
    Ognuno coglie il lato interessante di qualsiasi cosa: tu come sviluppatore guardi il funzionamento, io come utente guardo la semplicità di utilizzo.
    Non mischiamo le due cose, perchè in questo caso saremmo una barca alla deriva.

    Con profonda stima ed amicizia
    Pix

  13. Ciao Fabio
    o stiamo parlando di due cose diverse o come al solito mi sono spiegato male io! :D

    Sul discorso “utenza domestica” è chiaro che non è essenziale ricompilare un kernel o sapere usare il terminale. Ed i tool auto-”magico”-configuranti vanno più che bene, rendono il sistema meno ostico, ci mancherebbe! ;)

    Ok ad una “revisione” del supporto, mi sta anche bene l’ho anche detto, ma ricordiamoci che Ubuntu (e GNU/Linux) non è solo un “desktop”, cioè non c’è solo l’utenza domestica.

    Ci sono anche altre “esigenze” che questa revisione dovrebbe considerare (vedi ad esempio l’utenza professionale/server) dove probabilmente il terminale viene ancora usato e dove il kernel si ricompila come “ai bei vecchi tempi”! :D

    Un abbacchio! ;)
    paper0k

    PS - Ma quando lo prendiamo sto’ caffè?!?!? :)

  14. Mumble..mumble.. direi che: “Ti sei spiegato male mentre parliamo di due cose diverse..”..
    Scherzi a parte, e come ho ribadito sopra, io vedo l’utenza professionale come un qualche cosa dove la comunità dovrebbe entrare in punta di piedi.
    Veniamo al nocciolo: sono il proprietario dell’azienda XYZ che ha necessità di configurare un server Linux per un processo di automatismo produttivo o per gestire una filiera, secondo te mi avvalgo di professionisti del settore o cerco sul forum o nella documentazione come mettere le mani sul sistema?
    Di contro lo stesso proprietario dell’azienda, per ridurre i costi informatici, dota tutte le postazioni di PC con Linux, dove gli impiegati dovranno dalla sera alla mattina utilizzare software non proprietari. ATTENZIONE: ho detto “utilizzare”. In questo frangente la comunità deve fornire il più ampio supporto.
    Ora porto un esempio pratico e concreto: il nostro forum è ricco di discussioni sul colore delle scarpe che indossiamo, su quale sfondo si intona di più con i propri capelli e se è meglio l’effetto finestre svolazzanti o quello finestre tremolanti, ma se cerco come utilizzare una macro o una query di OOo è il vuoto assoluto, nessuno risponde e la richiesta termina drasticamente nel dimenticatoio, con buona pace dell’utente che vedrà nell’alternativa Open Source un qualche cosa di incompleto rispetto al software proprietario.
    Ripeto, se prima il problema era su come installare un software, ora il problema diventa su come utilizzarlo. Tutti sappiamo che il bello (ed il brutto) dell’OS è che continuamente escono aggiornamenti senza mai fermarsi un attimo a creare documentazione o spiegare le implementazioni. Questo deve fornire la comunità, perchè appunto formata da migliaia di utenti che usano quotidianamente questi programmi e sicuramente avranno trovato una soluzione al problema; ed invece no.. si preferisce discutere di politica, meteo e motori facendo divenire il forum una semplice piazza virtuale con ridotto supporto e molte chiacchiere.
    Comunque, come avrai notato, probabilmente stiamo dicendo cose sotto alcuni aspetti simili ma senza trovarsi a tu per tu diventa complesso e difficilissimo esporre le proprie idee, se non addirittura sembra di essere su posizioni diametralmente opposte (cosa che invece non è).
    Quindi, come da titolo: andiamo a prendere sto’ benedetto caffè, decidete un giorno (che non sia da lunedì a venerdì) e troviamoci.

    Ciao
    Pix

  15. Mmmm.. io mi prenoto per un the caldo al limone… da bere lentamente…ci sono così tante cose da dire/fare/baciare che un caffè solo non basta.
    Ma la voglia c’è, soprattutto di esserci. Concretamente e praticamente.
    Grazie Fabio di questa bella riflessione. Ci sei mancato!
    Un bacione!

  16. [...] di una tazzina di caffè… per Linux Ubuntu Dal blog di Pixel: Volevamo che la gente usasse Linux… ora siamo preoccupati che lo usano in [...]

  17. [...] 1 tags: Alternative, caffè, cambiamento, Linux, prospettive, ubuntu by Manu T Come non quotare questo post? Condivido in [...]

  18. Forse è proprio a causa di quelli che vogliono tornare indietro che Linux nonostante abbia ormai quasi 20 anni (parto dalla compilazione del primo kernel, 1991, e non dalla Creazione di Unix 40 anni fa) non è ancora amato da tutti.
    Molto probabilmente tu saprai meglio di me che moltissimi utenti lo installano e dopo 2 settimane, via un bel formattone e si torna a Windows.
    E l’esempio più chiaro è stata la dichiarazione di Torvalds dicendo che il Kernel è ingrassato, e che è più lento e pieno di inutilità. Intanto sono riusciti ad avviare ubuntu 9.10 su HD SSD in 21 secondi!!!!!
    Spero che persone come Stallman e Torvalds (che ritengo degli idoli)e coloro che si sono plasmati a loro immagine e somiglianza mettano un po’ da parte le loro idee integraliste e inizino a vedere Linux come un OS dedicato a tutti, cervelloni e utenti “Ghenghe” (nessun offesa, era solo per rendere bene l’idea).
    Questo è ciò che penso!
    faccio un trackback al tuo post dal mio blog! Bellissimo articolo!!

  19. [...] Continua [...]

  20. [...] consiglio di leggere questo articolo preso dal blog di Fabio Colinelli (aka Pixel) che in due frasi ha riassunto i reali problemi della [...]

  21. Si è vero quello che dici, ma io non la vedo tutta ’sta gente che usa Ubuntu/Linux, almeno qui dalle mie parti (Riccione). Io ne conosco solo due (mio fratello e un mio collega di lavoro).
    Se vai sul forum di Ubuntu (che a mio vedere diventa sempre più un punto di conversione per sedicenti esperti), ci sono un sacco di problemi di compatibilità e malfunzionamenti.
    Ho invece notato che Ubuntu stà facendo il vuoto (spontaneo) di pluralismo e questo mi preoccupa.
    Sono sensazioni personali, molto discutibili, ma ho la sensazione che nel nostro beneamato mondo di persone libere, entri sempre più il mercato e la voglia di windowsizzarsi. Non so se mi sono spiegato.
    E’ il viraggio di pensiero che mi preoccupa e di cosa dovremmo discutere nell’ipotetico bar/pub/panchina?
    “Tu usi Linux?”
    “Si”
    “Come ti trovi?”
    “Bene”
    e poi?
    Io credo che se una persona usa Linux e riesce ad usarlo bene, penso che gli interessi di bere quel caffè e basta. Poi si parla di politica, sport, figa, ecc.
    Allora si tratta di parlare e basta e non c’è nulla di male, ma niente altro.
    Tuttavia la leggerezza di Linux sta nelle persone, non nel sistema o nel modo di approcciarsi agli utenti.
    Chi ama fare confronti e competizioni, non ha bisogno di Linux, ma di riempire la sua vita!

    Se poi non avessi capito cosa intendevi, il vaffa lo accetto di buon grado.

    Ciao e grazie del tuo pensiero :-) (l’emoticon, in questo caso, è sincera e accogliente)

  22. Ciao Borgio,
    di molti commenti fatti a questa mia considerazione devo ammettere che il tuo è quello che più si avvicina alla mia voluta provocazione.
    La “tazzina di caffè” vuole proprio essere un punto di incontro e conversazione non tanto per risolvere eventuali problemi tecnici o altro sull’OS che utilizziamo, ma chiarire e trovare l’eventuale strada da percorrere per evitare di trovarci domani a dire: “si stava meglio quando si stava peggio”.
    Condivido pienamente la tua valutazione sul forum e nello stesso tempo vorrei che questo formidabile strumento non diventasse il bar, il parlare di politica, sport o altro li vorrei proprio lasciare in un bar reale.
    Io non amo ne fare confronti ne tanto meno competere con nessuno, che la gente usi Linux, Apple o Windows non mi porta nessun beneficio se non la soddisfazione puramente personale di amici soddisfatti.
    Amo la semplicità e non tollero chi si spaccia per tecnico o “sedicente” esperto solo per spillare qualche eurino al malcapitato di turno.
    È vero, Ubuntu sta facendo il vuoto attorno, perchè?
    Per la pubblicità?
    Per la grafica?
    Perchè è gratuita?
    Perchè è di moda?
    Io penso che il fulcro di tutto sia da cercare in un mondo informatico dimenticato, quando ci si trovava nel negozietto sotto casa a scambiarsi le cassettine con i giochi per il C64, quando la passione per quella cosa strana collegata ad un televisore faceva perdere ore di studio, quando dopo 12 ore di scrittura di un listato saltava la corrente ed imprecando dovevi ricominciare tutto da capo.
    Quando la gente non scriveva ma parlava.
    Ubuntu, con il suo micro-mondo che permette a tutti di contribuire rende sicuramente meno asettica ed impersonale l’informatica.
    Il 24 Ottobre, in occasione del Linux Day 2009 mi ritroverò in un bar con degli amici, se riesci fai un salto pure tu.
    Per info http://www.uielinux.org.

    Ciao

  23. Mi piacerebbe proprio esserci, al Linux Day, ma devo fare da relatore ad un congresso di Chirurgia a Reggio Emilia.
    Non si può fare in un altro giorno?
    E diversamente c’è un posto dove UIELinux incontra altre persone?

    Ciao e grazie :-)

  24. Prova a guardare nel loro sito, oppure invia una mail per maggiori informazioni.
    Io li conosco da alcuni anni e ti posso assicurare che non sono un LUG classico, anzi, inoltre da Riccione a Savignano/Cesena/Cesenatico il passo è breve, ed incontrarsi (a prescindere dal Linux Day) è certamente facile.
    Ciao ed a risentirci.

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